Ora si replichi il “metodo Imu”

L’accordo sull’Imu sull’abitazione principale, raggiunto dopo una lunga discussione fra i rappresentanti del Pd e del Pdl nel governo, con il sostegno dei responsabili dei rispettivi gruppi parlamentari, va molto al di là del fatto tecnico che pure è importante. Certo, questo esonero ha un effetto positivo in termini di ricchezza molto maggiore del gettito perso e può pertanto dare uno stimolo consistente alla domanda di consumi e al mercato immobiliare. Inoltre migliora il merito di credito delle famiglie e delle imprese edilizie, rafforzando il sistema bancario. Al di là di questi risultati economici positivi, però, c’è un prezioso risultato politico.
29 AGO 13
Ultimo aggiornamento: 05:59 | 15 AGO 20
Immagine di Ora si replichi il “metodo Imu”
L’accordo sull’Imu sull’abitazione principale, raggiunto dopo una lunga discussione fra i rappresentanti del Pd e del Pdl nel governo, con il sostegno dei responsabili dei rispettivi gruppi parlamentari, va molto al di là del fatto tecnico che pure è importante. Certo, questo esonero ha un effetto positivo in termini di ricchezza molto maggiore del gettito perso e può pertanto dare uno stimolo consistente alla domanda di consumi e al mercato immobiliare. Inoltre migliora il merito di credito delle famiglie e delle imprese edilizie, rafforzando il sistema bancario. Al di là di questi risultati economici positivi, però, c’è un prezioso risultato politico. Finalmente i due maggiori partiti, il Pd e il Pdl, che sino a ora si sono scontrati e che sembrava sostenessero il governo Letta non per uno “spirito di larga intesa” – come nelle intenzioni ufficiali – ma per uno stato di necessità, hanno cominciato a parlarsi per trovare soluzioni condivise.
In questa lunga diatriba sull’Imu sulla prima casa, sono state attivate virtù sino ad ora trascurate, come la tolleranza, la pazienza, il mettersi dal punto di vista degli altri e, non ultima, la spersonalizzazione del dissenso. Non si trattava di “darla vinta a Berlusconi” oppure no, ma di ragionare obiettivamente. L’esonero totale dall’Imu sull’abitazione principale, con la sola eccezione degli immobili che nelle rilevazioni catastali sono classificati come “di lusso”, è una scelta lineare a cui è molto difficile apportare delle deroghe in nome dell’equità e del recupero di gettito. Una abitazione di una certa dimensione e qualità in una grande città vale di più che in una piccola, pur dando il medesimo beneficio, e non necessariamente corrisponde a un maggior reddito di chi la possiede. Dal punto di vista del gettito, una soluzione con criteri fissati su base nazionale non risolve i problemi locali: la tassazione delle abitazioni di maggior valore genera uno squilibrio fra comuni metropolitani con alti valori immobiliari e restanti comuni ove tali valori sono minori.
L’accordo che si è faticosamente trovato è una catarsi politica raggiunta tramite una prova difficile. E torna parecchio utile sulla strada della pacificazione, oltreché per compattarci di fronte alle nubi che s’addensano sui mercati internazionali, tra lento ritorno alla normalità delle politiche monetarie e inattesi sviluppi bellici in medioriente.